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Σάββατο, 3 Δεκεμβρίου 2016

Η γιορτή για τα 25χρονα Πατριαρχίας Βαρθολομαίου στην Απουλία και η συνάντησή του με τον λαό της Grecia Salentina

Castello Corigliano d'Otranto, Σαββατόβραδο 3 Δεκεμβρίου 2016








































OMELIA
DI SUA SANTITA’ BARTOLOMEO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
DURANTE L’INCONTRO CON LA POPOLAZIONE 
E LE ASSOCIAZIONI CULTURALI DELLA GRECIA SALENTINA
A CORIGLIANO D’OTRANTO
E PER I 25 ANNI DI SERVIZIO PATRIARCALE
(Castello dei Monti – Corigliano d’Otranto, 3 Dicembre 2016)

Eminenza, Eccellenze,
Signor Ivan Stomeo, Presidente dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina,
Signori Sindaci, 
Autorità tutte,
Associazioni della Grecia Salentina
Fratelli e Sorelle in Cristo, 

“Calispèra  filià  pos is stète?  Imè cherùmeno na sas torìso.”
“Ivò  sas cheretò  olu  me ta fiddha tis kardia”

(Buonasera amici, come state? Sono contento di vedervi.  Io vi saluto tutti dal profondo del mio cuore.)

Ancora una volta abbiamo l’occasione di meravigliarci e di ammirare la bellezza di questa terra della Grecia Salentina e intrattenerci con i suoi abitanti, che così tanto amiamo e sentiamo profondamente uniti nel nostro cuore. Vi ringraziamo per le tante attestazioni di stima e affetto che dimostrate alla nostra Santa e Grande Chiesa martire di Cristo, il Patriarcato Ecumenico e alla nostra Modestia.

E’ confortante incontrare così tante associazioni impegnate nel recupero, nella riscoperta e nella promozione delle tradizioni di questa terra greco-salentina. Le tradizioni, siano esse religiose, musicali, gastronomiche, storico-culturali, poetiche non rappresentano qualche cosa che proviene dal passato, sepolto sotto la polvere ed il peso della storia. La Tradizione è qualche cosa di vivo, che unisce in uno unico filo, il passato con il presente e lo proietta verso il futuro, affinché anche le nuove generazioni possano sperimentare la saggezza dei propri avi e, mediandola nel proprio tempo, divenire testimoni di tale saggezza anche per i figli di domani. In questo contesto la Tradizione vivente della Grecia Salentina è un prezioso tesoro, che non può essere nascosto in uno scrigno. Ha bisogno di essere conosciuto, presentato, ma soprattutto amato dalla propria gente. 

Il momento storico che viviamo, scosso da troppi rumori di guerre, attraversato da uno sfrenato consumismo, dove la solidarietà non è più un valore aggiunto del vivere dell’uomo, un frangente storico che non lascia più spazio ai genuini rapporti familiari e umani,  un ambiente naturale sacrificato ai bisogni sfrenati e egoistici dell’economia di mercato, ha bisogno di riscoprire attraverso le tradizioni locali,  il giusto modo di rapportarsi alle cose nella vita.  Dobbiamo essere grati pertanto agli studiosi che ricercano sulla storia e sulla cultura di questa terra. Dobbiamo essere grati agli Amministratori che pongono il loro tempo e le proprie competenze al servizio delle comunità, anche con lo stimolare il rinascere di antichi e ancestrali momenti di vita comunitaria, dobbiamo essere vicini e partecipare alla vita di associazioni che cercano di tenere viva la memoria di questi luoghi. Abbiamo questa sera degli splendidi esempi di canzoni e danze  popolari, di poesia, di storia. Crescano quindi gli itinerari turistici, religiosi, di storia, di gastronomia, di feste e di eventi che creano “comunione”. Certamente tutto questo porterà crescita umana, ma certamente porterà anche crescita materiale per la popolazione della Grecia Salentina.

Vi ringraziamo inoltre per i sentimenti di attenzione che avete rivolto alla nostra Modestia, omaggiandoci con questo meraviglioso momento di festa, anche per ricordare i 25 anni di servizio patriarcale sulla Sede di Sant’Andrea, dove la Provvidenza di Dio ci ha posto. Sono anni che hanno visto grandi mutamenti della scena mondiale, anni in cui a grandi speranze sono seguiti anche momenti di timore per le sorti del mondo. Ma abbiamo la certezza che “la speranza non delude”, perché Dio non delude mai i propri figli e accompagna la nave della Chiesa in ogni tempo. Abbiamo avuto l’onore di incontrare molte volte e di cooperare assieme a tre Papi, Papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI e ora Papa Francesco. Il grado di comunione tra le nostre Chiese è cresciuto e, anche se abbiamo avuto momenti di sconforto, non abbiamo mai avuto dubbi sulla via che il Signore ci ha preparato. L’incontro a Gerusalemme con Papa Francesco per ricordare i 50 anni del primo incontro tra Papa Paolo VI ed il Patriarca Atenagora, ha indicato che la via per l’unità di tutti i Cristiani è una via senza ritorno. E’ la nostra responsabilità di Pastori davanti a Dio e davanti alla Chiesa. 

In questi anni abbiamo cercato anche di dare voce alla Creazione di Dio, sostenendo che la deturpazione dell’ambiente naturale è un peccato contro Dio; che la salvaguardia del Creato è un dovere spirituale di ogni credente, in quanto Dio ci ha consegnato la Casa Comune affinché la usassimo con parsimonia e attenzione. La Casa è di Dio non è nostra e non possiamo usufruirne solo a nostro piacimento, depauperando le risorse a favore di pochi e a scapito di molti. Papa Francesco, con la Enciclica Laudato SI ha seguito le nostre orme per la salvezza dell’ambiente naturale e per tutto ciò che esso contiene e oggi le Chiese Ortodosse e la Chiesa Cattolica, unitamente anche ad altre Chiese e Comunità Cristiane, hanno dedicato il Primo Settembre di ogni anno, a giorno di preghiera per la salvaguardia dell’ambiente naturale. 

Con Papa Francesco e con l’Arcivescovo di Atene Ieronimos ci siamo ritrovati insieme anche sull’Isola di Lesbo in Grecia, per gridare all’Europa e al mondo che il dramma delle guerre, delle migrazioni e dei profughi non è più tollerabile. Insieme a tanti capi religiosi abbiamo inviato un messaggio di pace da Assisi, nel settembre scorso, perché il mondo ha “Sete di Pace”, affermando che nessuno può pensare di uccidere in nome di Dio, e condannando il fanatismo religioso.

Ma il Signore ci ha anche donato la grazia di vedere realizzato il Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa, tenutosi nel mese di Giugno a Creta, dopo oltre Cinquanta anni di studio, preparazione, discussioni teologiche a cui hanno partecipato tutte le Chiese Ortodosse. Nonostante alcuni problemi, questa grande assise conciliare ha avuto luogo e sono stati emanati importantissimi documenti per la vita della Chiesa e per la sua missione nel mondo. Vi è stata la manifestazione della sinodalità della Chiesa, il camminare insieme. Non tante Chiese, unite dalla fede, ma una unica Chiesa che cammina assieme per le vie del mondo. Siamo grati a Dio per quanto ci ha dato e per quanto ci ha concesso di operare con tutti i nostri fratelli.

Amati Figli,

Questo giorno ci rimarrà nel cuore. Per quanto abbiamo ricevuto, per quanto abbiamo ammirato, ma soprattutto per il calore della Vostra Ospitalità. Continuiamo il pellegrinaggio nella Vostra terra che ci porterà fino alla Tomba del nostro Santo comune, così amato in Oriente ed in Occidente, San Nicola, Vescovo di Mira di Lica e che riposa a Bari. 

Per le preghiere di San Nicola, per le suppliche della Santissima Madre di Dio,  la Theotokos, le cui icone bizantine abbiamo visto in tanti vostri luoghi, Vi benedica Dio in questo luogo così tanto amato, vi fortifichi e vi doni pace e amore.

Grazie.

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