e-περιοδικό της Ενορίας Μπανάτου εν Ζακύνθω. Ιδιοκτήτης: Πρωτοπρεσβύτερος του Οικουμενικού Θρόνου Παναγιώτης Καποδίστριας (pakapodistrias@gmail.com), υπεύθυνος Γραφείου Τύπου Ι. Μητροπόλεως Ζακύνθου. Οι δημοσιογράφοι δύνανται να αντλούν στοιχεία, αφορώντα σε εκκλησιαστικά δρώμενα της Ζακύνθου, με αναφορά του συνδέσμου των αναδημοσιευόμενων. Η πνευματική ιδιοκτησία προστατεύεται από τον νόμο 2121/1993 και την Διεθνή Σύμβαση της Βέρνης, κυρωμένη από τον νόμο 100/1975.

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ΚΥΡΙΑΚΗ ΣΤΟ ΧΩΡΙΟ ΞΑΝΑ: ΒΑΝΑΤΟ ΖΑΚΥΝΘΟΥ, ΠΑΣΧΑ 2022

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Δευτέρα 7 Μαρτίου 2022

DISCORSO CATECHETICO PER L’INIZIO DELLA SANTA E GRANDE QUARESIMA (In Italian language)

+ B A R T O L O M E O
PER MISERICORDIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
SIA GRAZIA E PACE
DAL SIGNORE E SALVATORE NOSTRO GESU’ CRISTO
E DA PARTE NOSTRA PREGHIERA, BENEDIZIONE E PERDONO
***
Onoratissimi Fratelli e Figli benedetti nel Signore,
Glorifichiamo il Dio Trino, che ci ha condotto come Chiesa di nuovo in questo periodo tutto sacro e benedetto della Santa e Grande Quaresima, nello stadio della ginnastica corporale e spirituale e delle lotte ascetiche, per prepararci fin da ora in modo conforme a Cristo e procedere con umiltà verso la Santa e Grande Settimana e la Resurrezione di Cristo portatrice di vita.
L’ascetismo non è, ovviamente, caratteristico solamente della Santa e Grande Quaresima e neppure solamente una questione e un compito dei monaci, né un risultato di correnti esterne per l’ethos cristiano, cioè un elemento introdotto furtivamente nella nostra religione. L’ascetismo appartiene al nocciolo della esistenza cristiana e della vita della Chiesa. Costituisce una chiamata di Cristo ai fedeli e una testimonianza della Sua presenza salvifica nella nostra vita. Come fedeli non ci rivolgiamo a un Dio impersonale ed inaccessibile, ma la Logos incarnato che ha rivelato l’amore di Dio e Padre e la comunione dello Spirito Santo, la pienezza della grazia e della libertà. In questo senso, la Santa e Grande Quaresima piena di divine benedizioni e di particolari profonde esperienze, rimane una manifestazione dinamica e una rivelazione della ricchezza e della verità della intera vita ecclesiastica.
Nulla nella vita dei fedeli non è frammentario e fine a sé stesso. La vita in Cristo è totale e indivisa. Conversione, modestia, preghiera, digiuno, opere buone, sono cose collegate e indirizzano il fedele alla Eucarestia della Chiesa, al mistero escatologico del Regno, Le lotte ascetiche sono il principio, la “porta stretta”, che ci conduce al Santo dei Santi. Non esiste nella tradizione una “ascesi per gli asceti”. L’ascetismo è sempre un cammino e si completa quando si realizza all’interno della Chiesa, quando ci conduce alla comunione con gli Immacolati Misteri, attraverso cui ci incorporiamo nel movimento della Chiesa verso le cose ultime. Ricordiamo l’esempio della venerabile Santa Maria Egiziaca nella Quinta domenica dei Digiuni, la quale dopo quaranta anni di dura ascesi e incessante preghiera, ha aspirato alla partecipazione al Corpo e Sangue di Cristo dalle mani di San Zosima, per riconoscere che la Divina Comunione è la fonte della vita e farmaco di immortalità. E il Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa (Creta 2016) che ha chiamato il digiuno “un grande sforzo spirituale” e “la più importante espressione dell’ideale ascetico dell’Ortodossia”, mette l’accento che “il vero digiuno si riferisce all’insieme della vita in Cristo dei fedeli ed è coronata dalla loro partecipazione nel culto divino, soprattutto nel mistero della Divina Eucaristia” (La importanza del digiuno e la sua osservanza oggi, Cap. 1 e 3).
Non è pensabile una spiritualità Ortodossa senza partecipazione alla Divina Eucarestia, attraverso la quale noi fedeli diveniamo un solo corpo, comunione di persone, comunità di vita, partecipi della “comune salvezza” in Cristo Salvatore che è il “bene comune”. Così il digiuno è assoggettamento e obbedienza alla regola della Chiesa, una esperienza comunitaria. La Santa e Grande Quaresima è un invito a scoprire la Chiese quale luogo e modo di santificazione e di santità, come pregustazione e immagine della inondazione di luce di sorprendente bellezza, della pienezza di vita e della grazia compiuta del Regno escatologico. Esperienzialmente e teologicamente è impossibile comprendere lo spirito della Santa e Grande Quaresima se non la comprendiamo come un cammino verso la Pasqua. Durante tutto il periodo del digiuno è preservata una “percezione pasquale” per la vita. L’ascetismo cupo è una brutta contraffazione della esperienza cristiana, oblio della grazia che è giunta e del Regno che viene, una vita “come se non fosse mai venuto il Cristo”, priva dell’attesa della “resurrezione dei morti” e della “vita del mondo che verrà”.
Questo spirito veniva personificato dal digiuno prima di Pasqua anche nella Chiesa antica, come un tempo di preparazione dei catecumeni al Santo Battesimo durante la Divina Liturgia della Resurrezione. E quando, più tardi, il carattere catechetico del periodo del suo digiuno è stato sostituito dall’ethos della conversione, si è preservato e resta come base esistenziale e atteggiamento della “matanoia” come un “secondo Battesimo”, che ci porta di nuovo verso una pienezza eucaristica pasquale della vita ecclesiastica, alla casa del Padre, alla comunione dello Spirito Santo. E qui, “l’innalzamento della croce” costituisce una via verso la gioia indicibile della Resurrezione.
Questa sua propria pesante Croce viene portata in questi giorni dal devoto Popolo Ucraino, che subisce gli indicibili orrori di una guerra non provocata e di assurda aggressività, la quale dissemina dolore e morte. Partecipando alle sofferenze dei nostri fratelli e figli provati, intensifichiamo le nostre preghiere al Signore della misericordia e Dio della Pace per un immediato cessate il fuoco e perché prevalga la giustizia e la pace, le quali sono un assaggio della grazia piena del Regno di Dio.
Questa verità salvifica della fede Ortodossa, della devozione e spiritualità viene promossa anche dal fatto di santificare il Santo Myron che, per grazia di Dio, verrà celebrato quest’anno nella Settimana Santa nel nostro Sacro Centro. Questo olio benedetto “più che mistico” di questa “Eucarestia del Myron”, trasmette attraverso il Sacramento della Cresima i molteplici doni e i multiformi carismi dello Spirito Santo sul “cittadino del cielo” neo-illuminato, per rafforzarlo nel partecipare alla vita della Chiesa, con primizia la comunione agli Immacolati Misteri, e nella divina presenza e testimonianza del dono della grazia e della speranza che è in noi nel mondo. Il carattere dello Spirito Santo quale “forza di comunione” si mostra anche nel modo di preparare il Santo Myron attraverso la bollitura di componenti, offerti dalle Chiese Ortodosse locali, ma anche nel luogo e nel tempo della sua benedizione all’interno della Sinassi eucaristica, subito dopo la santificazione dei Venerabili Doni, e in modo analogo poi anche negli altri usi ecclesiastici del Santo Myron, come l’unzione degli eterodossi che vengono alla Chiesa Ortodossa e di coloro che sono caduti, nella inaugurazione di chiese, nella santificazione delle Sante Mense, Antiminsia e altro.
Con questi sentimenti, augurando agile lo stadio del digiuno e non impedito il corso verso la Pasqua del Signore, invochiamo su di voi, sui venerabilissimi fratelli in Cristo e sui figli attraverso il mondo della Madre Chiesa Costantinopolitana, la sua grazia vivificante e la sua grande misericordia, benedicendo sempre le imprese ascetiche del popolo di Lui il Cristo Dio.
Santa e Grande Quaresima 2022
Il Patriarca di Costantinopoli
fervente intercessore presso Dio per tutti voi

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