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Παρασκευή, 15 Σεπτεμβρίου 2017

Ο Οικουμενικός Πατριάρχης στο Liceo Malpighi της Bologna επί τη ενάρξει του νέου σχολικού έτους

Σήμερα το πρωί, 15 Σεπτεμβρίου 2017, με ευχές του Οικουμενικού Πατριάρχου για τη νέα σχολική χρονιά.















SALUTO
DI SUA SANTITA’ K.K. BARTOLOMEO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO
DURANTE L’INCONTRO AL LICEO “MALPIGHI” DI BOLOGNA PER L’APERTURA DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO
(Bologna, 15 Settembre 2017)

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Ιερώτατε Μητροπολίτα Ιταλίας και Μελίτης, K. Γεννάδιε,
Vostra Eccellenza Mons. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna,
Eminenze, Eccellenze,
Gentilissima Signora Preside,
Egregio Corpo dei Docenti
Cari studenti nel Signore,

Con gioia abbiamo accolto l’invito a partecipare oggi alla apertura del nuovo anno scolastico, in questo prestigioso Istituto, per augurare a tutti voi, Corpo Docente, Studenti e a tutti coloro che collaborano al buon andamento della scuola, un anno proficuo, pieno di soddisfazioni e di successi nel campo dell’apprendimento, ma anche della crescita umana e della buona collaborazione.

Siamo giunti a Bologna su cordiale invito del Vostro amato Arcivescovo Matteo, dalla città di Costantino, Costantinopoli, dalle rive del Bosforo, dalla odierna Istanbul, una città che è stata un crogiuolo di culture, di genti, di lingue, di religioni, fin dall’epoca di Bisanzio, per tutta l’epoca imperiale e anche durante l’epoca ottomana, con una grande capacità di convivenza e rispetto. In questa città, chiamata la Nuova Roma, la nostra Chiesa, la Santa e Grande Chiesa Martire di Cristo, come è denominato il Patriarcato Ecumenico, testimonia da quasi due mila anni l’amore cristiano non solo tra i propri fedeli, ma testimonia anche l’unità della Chiesa, come Primo Trono della Chiesa Ortodossa, nel suo servizio di comunione tra tutte le Santissime Chiese Ortodosse Autocefale.

A questo servizio, la Provvidenza di Dio ci ha posto ormai da quasi ventisei anni, durante i quali molte volte abbiamo avuto la opportunità di visitare istituti e centri scolastici e scientifici, perché in essi si formano le nuove generazione e si pone la speranza di tutta l’umanità per il domani. E per questo vi ringraziamo per l’invito di poter stare un poco con voi oggi.

L’inizio di un nuovo anno è comune a tutti gli studenti ovunque nel mondo. Ci si ritrova assieme dopo le vacanze estive, molti i ricordi, i racconti, le esperienze vissute. Alcuni si avviano all’ultimo anno del ciclo di studi, pronti a intraprendere nuovi percorsi per la vita, altri iniziano il loro percorso formativo. Per tutti però il cammino è identico.

L’apprendimento è il primo importante aspetto di ogni studente, di ieri, di oggi e di domani. Ogni scuola infatti ha come obiettivo di formare i propri studenti offrendo loro tutti quegli elementi assolutamente necessari per una crescita intellettuale di ogni essere umano. E’ del tutto evidente che è necessario l’impegno personale di ognuno di voi, anche per quelle materie che molti potrebbero ritenere superflue, o noiose. Così non è! Nel corso della vita, scoprirete che proprio quelle nozioni vi hanno formato e vi saranno molto utili lì, dove la Provvidenza vi ha portato. La cultura è necessaria, perché rende vive le nozioni, che a loro volta divengono espressione di tutto il vostro percorso scolastico. Esse formano la mente, aprono il pensiero, accrescono il bagaglio personale, introducono alla sapienza.

Non siete soli in questo cammino: i vostri insegnanti sanno trasmettervi il pensiero, sanno suscitare in ognuno di voi l’interesse, scoprono i doni che si nascondono in ognuno di voi, doni che, come ci insegna anche la Parabola dei Talenti, dobbiamo far crescere dentro di noi, affinché portino buoni frutti.

All’apprendimento segue la formazione umana. Le nozioni prive di crescita umana, farebbero di ogni essere una macchina, priva di sensazioni, di emozioni, incapace di relazioni. E’ il secondo aspetto della buona scuola. Ogni essere umano è grande non solo per la sua capacità intellettiva, scientifica, ma per come sa porre queste sue capacità al servizio degli altri, della società, del bene comune. Lasciatevi permeare da questa formazione. Siate capaci di ascoltare, ma soprattutto fidatevi di coloro che stanno facendo crescere in voi questo importante campo.

E’ triplice la reazione che deve sgorgare in ognuno di voi. La prima reazione è il rispetto per gli educatori e per la scuola stessa. Sono i vostri “maestri”, ai quali si deve assoluto rispetto, perché da esso consegue il senso civico di ogni persona. C’è grande differenza tra istruire e formare. Le relazioni nella società si manifestano positivamente se istruzione e formazione maturano assieme. Non solo senso civico, ma accrescere il rispetto per ogni elemento della società, capacità di scelta, capacità di ascolto, capacità di manifestare il vero senso della vita, il rispetto dei diritti di ogni essere umano, la salvaguardia dell’ambiente naturale, che ci è stato dato da Dio, l’attenzione per i più deboli.

La seconda reazione è la capacità inter-relazionale con l’altro. La inter-relazione passa attraverso il dialogo e il dialogo è elemento fondante per la vita umana. In una scuola è necessaria la buona relazione tra gli studenti, perché attraverso di essa nasce la capacità di soluzione dei problemi che possono sorgere nel convivere quotidiano. E quindi il dialogo porta ad accrescere la capacità comunicativa. In un mondo sempre più individualista, - aiutato in questo dai moderni sistemi di comunicazione -, formare persone con capacità di relazione, significa aiutare la società del domani a dialogare. Abbiamo tanto bisogno di dialogo a tutti i livelli. L’attuale crisi mondiale, il terrorismo, le migrazioni bibliche, sono il risultato di sconvolgimenti derivanti da incapacità di dialogo serio. La mancanza di dialogo porta alla chiusura su se stessi e alla ricerca di possibili cause esterne al proprio io.

La terza reazione è la capacità del rispetto di se stessi. Non è una cosa scontata. Troppe volte vediamo il non rispetto per se stessi. Questo sorge da una incapacità di capire le proprie debolezze, alle volte anche i propri insuccessi, e quindi sorge la necessità di rifugiarsi in ciò che dà sicurezze momentanee: il gruppo dei “balordi”, la droga, il sesso, l’isolarsi dal contesto. Se saprete guardare a voi stessi come persone che stanno crescendo, che possono avere anche insuccessi, ma che hanno sempre la speranza, allora l’autostima rispettosa del “come siamo” e non del “come vorremmo essere” crescerà e ci farà capire come sia importante la nostra identità personale.

Infine, dall’apprendimento e dalla formazione possiamo arrivare alla testimonianza. Dare testimonianza in un modo che bolle per troppe crisi mondiali, o per le troppe crisi personali senza pensabili vie d’uscita, significa offrire quello che siamo e quello che crediamo. Come uomini e donne di fede, pensiamo sia indispensabile accrescere la formazione dell’anima, in quanto l’elemento religioso è presente in ognuno di noi per il soffio della vita che ci viene da Dio. La testimonianza per i credenti è una proposta di vita, è il rispetto per tutto e per tutti, è rispondere alla chiamata più intima che sgorga nel cuore, è manifestare l’amore più puro e più grande. Lasciatevi accarezzare dal soffio di Dio, non chiudete le porte del vostro cuore al suo amore infinito.

Figli amati nel Signore,
Guardando voi oggi, ripensiamo agli anni della nostra esperienza scolastica, e siamo grati ai tanti “maestri” che ci hanno accompagnato nella vita. Ripensiamo ai nostri primi anni di scuola della nativa Isola di Imbros, dove abbiamo appreso la capacità dell’istruzione; Ripensiamo alla Grande Scuola della Nazione e alla Scuola Teologica di Chalki, dove con la istruzione scientifica abbiamo ricevuto una solida formazione umana e abbiamo avuto esempi di altri grandi Maestri di vita. Abbiamo conosciuto le scuole in Europa, come a Roma dove abbiamo compreso il rispetto per le tradizioni altrui e la forza del dialogo. Ripensiamo ancora a grandi figure che ci hanno arricchito nella nostra coscienza personale e nella capacità di scelte per la nostra vita. E siamo grati al Signore, fonte di ogni bene, per averci condotto nella Chiesa per essere testimoni della sua vivificante Parola e dei suoi immacolati Misteri. Ma ancora ringraziamo il Signore e tutti voi di averci accolto oggi qui, per questo avvio dell’anno scolastico.

Vi auguriamo di tutto cuore che questo anno sia un anno veramente speciale per ognuno di voi, che possiate ricordarlo nella vostra vita per la bellezza dello stare assieme. Nella tradizione ortodossa, soprattutto greca, si chiede la intercessione di tre grandi Padri della Chiesa per gli studenti, poiché essi sono stati veri maestri nella formazione teologica della Chiesa dei primi secoli: San Giovanni il Teologo, San Basilio il Grande, vescovo di Cesarea e San Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli. Per le loro preghiere, Dio benedica tutti voi con le vostre famiglie e benedica questo nuovo anno scolastico. 

Grazie.

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