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Πέμπτη, 15 Νοεμβρίου 2018

Ο Οικουμενικός Πατριάρχης στην Basilica della Salute και την Παναγία Μεσοπαντίτισσα της Βενετίας [φωτογραφίες + video]


Venezia, il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I in visita alla basilica della Salute

genteveneta.it | 15.11.2018


Questa mattina il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ha visitato la Basilica della Salute, accolto dal Rettore del Seminario, don Fabrizio Favaro, dal responsabile diocesano per il dialogo ecumenico don Francesco Marchesi e da tutta la comunità dei seminaristi.

L’arrivo di Bartolomeo I, stamattina, alla basilica della Salute

Il Patriarca era accompagnato dal Metropolita Gennadios Zervós, presule della Sacra Arcidiocesi Ortodossa di Italia e Malta, e dall’Archimandrita Evangelos Yfanditis, vicario generale e pastore della comunità greca di Venezia.

Giunto ai piedi dell’altare ha venerato l’antica icona della Vergine Mesopanditissa, tanto cara e nota ai veneziani con il titolo di “Madonna della Salute”. Dopo aver cantato con il suo clero una antifona mariana in greco, il Patriarca ha invitato i presenti a pregare l’Ave Maria e il Padre nostro in latino.


L’incontro si è svolto in un clima cordiale e informale. Il Patriarca Bartolomeo ha sottolineato l’impegno ecumenico del Patriarcato di Costantinopoli e ha ricordato le ottime relazioni che intercorrono con Papa Francesco. Il Rettore del Seminario ha illustrato a Sua Santità l’importanza che questa icona, proveniente da Creta, ha sempre avuto nel cuore del popolo veneziano ed ha inoltre presentato lo svolgimento della tradizionale festa della Salute, indicando anche il grande concorso di fedeli che la caratterizza.




Il Patriarca Ecumenico ha rammentato l’importanza che la festa del 21 novembre, Presentazione al Tempio di Maria, ha anche nel calendario liturgico ortodosso. Ha infine donato in ricordo ai sacerdoti e ai seminaristi una piccola immagine che lo ritrae con Papa Francesco nella nunziatura di Gerusalemme.

Marco Zane

(foto di Lorenzo Manzoni, Marco Zane, Giovanni Carnio, Riccardo Redigolo)


LA MESOPANDITISSA

Da più di tre secoli i pellegrini che giungono alla Basilica della Salute venerano l’immagine della Madonna posta al centro dell’altare maggiore. Essa è giunta dall’isola di Candia il 26 febbraio 1670 portata dal doge Morosini. Il 21 novembre dello stesso anno essa venne collocata nelle nicchia dell’altare. I candiotti la chiamavano Madonna di san Tito, perché ritenevano che fosse stata dipinta da san Luca che poi l’avrebbe donata al loro primo vescovo. Veniva chiamata anche Mesopanditissa che significa mediatrice di pace perché dinanzi alla sua immagine i veneziani e i candiotti, nel 1264, avevano posti fine alla guerra che li aveva visti coinvolti per un sessantennio. Il suo appellativo forse deriva anche dal giorno in cui essa veniva festeggiata, giorno che cadeva a metà tra il Natale e la Presentazione del Signore, chiamata dai greci festa dell’Ipapante cioè festa dell’incontro con Cristo. Con Maria, la “Ipapantissa”, ci si incontrava prima, per essere poi guidati da Lei a incontrarsi con Cristo.

A Venezia tale immagine della Vergine viene chiamata Madonna della Salute perché da lei i veneziani riconobbero di aver ricevuto in dono la salute nella guarigione dalla peste e la salvezza che solo il Salvatore, figlio suo, è capace di elargire. Così ricorda anche l’iscrizione incisa nel tondo al centro della Basilica: “Unde origo inde salus”-da Maria nacque Venezia, da Maria venne la salvezza.

L’icona della Mesopanditissa conquista per il suo volto ombrato e dolce che come Madre accoglie i suoi figli fedeli alla sua presenza. Essa tiene in braccio il Figlio di Dio e lo porge all’umanità pellegrina. La Madre dona il Figlio, il Salvatore e colui che offre la salvezza. Il Bambino Gesù tiene in una mano il rotolo della Rivelazione e con l’altra benedice: egli è il Verbo, la Parola di Dio che è fonte di benedizione per quanti con fede lo accolgono.

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